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ATTITUDINE ALLA COLTIVAZIONE DEL FRUMENTO TENERO NELLA PIANURA PIEMONTESE  
     



Rispetto alle politiche agrarie degli ultimi decenni, una delle sfide della nuova agricoltura del 2000 è la sua ecosostenibilità, anche attraverso la possibilità di contenere l'uso dei fertilizzanti in limiti più accettabili e mediante la riduzione delle immissioni nel sistema suolo-acqua di nitrati, fosfati e fitofarmaci, che, se non controllati, possono essere causa di inquinamento ambientale. In questo senso, anche per le colture erbacee annuali, la disponibilità di informazioni territoriali può rivelarsi utile per valutare le potenzialità intrinseche del territorio investigato, al fine di massimizzarne la produttività agronomica.
Nel caso specifico, è stata applicata nell'ambiente della pianura piemontese la metodologia FAO per la classificazione dell'attitudine dei suoli alla coltivazione del frumento tenero.
Ciò ha comportato la messa a punto di un indice numerico (IAP) che tiene conto dei più importanti parametri pedologici che influenzano la coltura e della loro variabilità nell'ambito regionale.
Per poter verificare il metodo nella realtà produttiva territoriale si sono utilizzate le cartografie prodotte dal Settore Suolo dell'IPLA a scala 1:50.000.
Fra i vari scenari disponibili si è scelta la pianura torinese del Pinerolose e la pianura alessandrina del Tortonese.
Lo IAP è risultato spesso correlabile con la produttività e con il peso ettolitrico del frumento tenero, rilevati in una rete di prove di pieno campo in Piemonte.
Sulla base di questa sufficiente risposta statistica, è stato quindi considerato soddisfacente l'utilizzo della metodologia messa a punto in questo progetto per discriminare i potenziali produttivi dei suoli piemontesi nei confronti della coltura del frumento tenero.



 
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Pagina aggiornata il 16 Novembre 2004