COMUNICATI STAMPA

COMUNICATO STAMPA

Torino, 07 novembre 2018

IPLA: IL BOSCO NON HA BISOGNO DELL’UOMO. L’UOMO NON PUO’ FARE A MENO DEL BOSCO. 
Congresso nazionale di selvicoltura ed eventi pubblici a Torino fino al 10 novembre quando porteremo la filiera del legno in città.

Con un totale di circa un milione di ettari, il Piemonte risulta essere la regione italiana con la più ampia superficie forestale arborea. In quindici anni, dal 2000 al 2015, i boschi in Piemonte sono incrementati di oltre 57 mila ettari, occupando il 37% del territorio con circa 1 miliardo di alberi. Le province che hanno registrato un incremento maggiore sono Torino e Alessandria, anche se Cuneo rimane la provincia con più boschi. Questi sono alcuni dei dati emersi nel corso del 4° congresso nazionale di Selvicoltura che si svolge a Torino fino al 10 novembre.

Sono sempre più evidenti a tutti le molteplici funzioni dei boschi, che forniscono alla collettività materie prime rinnovabili per usi energetici e durevoli e servizi ecosistemici, quali: protezione degli insediamenti dai pericoli naturali, protezione del suolo, regolazione del ciclo dell'acqua, mitigazione dei fenomeni di dissesto, fissaggio del carbonio con riduzione della CO2 in atmosfera, conservazione della biodiversità, oltre a tutti gli aspetti collegati al turismo e alla fruizione.

Emerge con forza la necessità di una gestione attiva e sostenibile del bosco e del riconoscimento del valore delle attività forestali per il presidio e la conservazione dell’identità del territorio e del paesaggio, anche a fronte dei sempre più frequenti eventi meteorici estremi.

La gestione è lo strumento per consentire con maggiore facilità ai nostri boschi di affrontare le modificazioni climatiche in atto, conservando il più possibile le loro funzionalità. Rispetto alle questioni legate all’accordo di Parigi sul clima occorre sottolineare che i boschi piemontesi ogni anno fissano nel legno circa 5 milioni di tonnellate di CO2, di questi solo 1 milione di tonnellate viene prelevato dalle utilizzazioni.

In coda al Congresso, ove ricercatori e tecnici forestali si confrontano per 5 giorni, il 10/11 porteremo la filiera del legno in città con un evento pubblico in Piazza Palazzo di Città, in cui dalle 10 alle 17 faremo vedere al grande pubblico l’importanza del Settore forestale della nostra Regione, spiegando come la gestione attiva dei boschi ottimizzi i servizi pubblici che gli stessi possono fornire. Saranno fatti conoscere i prodotti legnosi del bosco tramite video, dimostrazioni, prodotti legnosi, mostrando come sono raccolti, con quali macchine e quali trasformazioni subiscono prima di arrivare nelle nostre case. Verrà inoltre spiegato il concetto di sostenibilità della gestione, garantita dal rispetto delle regole della selvicoltura e dalla professionalità degli operatori.

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Torino, 17 aprile 2017

IPLA: giovani forestali crescono - Domani nascerà un nuovo bosco, piantato dai bambini delle elementari nella tenuta regionale

Domani dalle ore 10 alle ore 12, una classe delle elementari metterà a dimora oltre 50 piantine di latifoglie in un'area situata all'interno della tenuta dell'IPLA SpA di Torino (C.so Casale 476) nella quale recentemente è stato tagliato un bosco di conifere esotiche che era ormai vecchio e deperito. L'iniziativa si pone all'interno delle attività didattiche dell'Istituto, che negli ultimi anni ha aperto i propri cancelli nell'ambito di specifiche iniziative di carattere ambientale per far conoscere le proprie attività e diffondere conoscenze sugli ecosistemi.

Ipla è una vera e propria palestra ambientale, a pochi chilometri dal centro della Città e da quasi 40 anni svolge attività di supporto ai propri soci proprietari (Regione Piemonte, Comune di Torino e Regione valle d'Aosta) nell'ambito del monitoraggio e della gestione delle foreste, del rilievo e cartografia dei suoli, della salvaguardia della biodiversità e delle aree protette, della corretta gestione dei rifiuti, della lotta agli insetti nocivi ed è un supporto concreto all'agricoltura piemontese con tutte le attività collegate al Programma di Sviluppo Rurale.

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Torino, 17 ottobre 2017

IPLA: suoli del Piemonte mai così secchi in autunno da almeno 10 anni

L'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente (IPLA SpA) che gestisce da oltre 10 anni una rete di centraline meteorologiche che rilevano umidità e temperatura del suolo a diverse profondità, rilevano attualmente condizioni di siccità e di elevate temperature nel suolo che non hanno paragoni con gli ultimi 10 anni.

Fabio Petrella, pedologo esperto dell'Istituto sottolinea che:
"La rete pedoclimatica della Regione Piemonte che l'IPLA gestisce, formata da centraline meteo provviste di sensori che misurano umidità e temperatura del suolo in molte aree del Piemonte, dal Vercellese all’Astigiano, dal Torinese all'Alessandrino e al Cuneese, indicano una situazione di eccezionale siccità: La sezione idrica di controllo di tutti i suoli monitorati risulta abbondantemente sotto i valori medi stagionali: ad esempio nell’Astigiano, nel periodo delle piogge autunnali, vi sono mediamente 100-120  mm di acqua disponibile nei primi 30 cm di suolo mentre attualmente lo strato di terreno e completamente secco se si escludono i pochi millimetri di acqua che sono trattenuti dalle particelle di suolo così tenacemente da non essere disponibili per le radici delle piante. Anche nel Torinese si passa dai massimi autunnali del 2015 e 2016 con una riserva idrica utile di circa 80-100 mm a valori attuali prossimi allo zero, con solo 25 mm di acqua presenti ma di fatto non utilizzabili dalle piante. Nell'Astigiano la media delle temperature del suolo (tre sensori posizionati a 10, 30 e 60 cm di profondità) negli anni scorsi era di 12° mentre ad oggi siamo a 16°. In altre aree della Regione, come nell'Alessandrino, il divario è meno pronunciato in quanto si passa da una media di 14/15° degli anni passati alla temperatura attuale che raggiunge la media di 16,5°.

Igor Boni, Amministratore Unico della Società:
"Il suolo può essere visto come un enorme contenitore d'acqua che riesce gradualmente a fornire sostentamento alle colture, ai prati e alle foreste. Oggi il contenitore è ormai completamente vuoto, dopo un'estate siccitosa e un autunno che non ha ancora visto precipitazioni rilevanti e in concomitanza di temperature ben al di sopra della media del periodo. Le temperature elevate inoltre favoriscono l'evapotraspirazione e l'ulteriore peggioramento della situazione, malgrado la stagione autunnale ormai avanzata. E' la grande capacità di ritenuta idrica dei suoli regionali che ha permesso di ridurre gli effetti del prolungato periodo secco anche se sono ormai evidenti i danni alla vegetazione in ambito agrario e forestale, soprattutto nelle aree dove i suoli hanno caratteristiche meno adeguate a trattenere grossi quantitativi d'acqua: presenza di ghiaie, tessiture ricche di sabbia e povere di limo e argilla, profondità ridotta. Nei prossimi mesi c'è da augurarsi che il contenitore-suolo riesca gradualmente a riempirsi, grazie alle precipitazioni, altrimenti affronteremo la nuova stagione agraria del 2018 e il risveglio vegetativo primaverile in condizioni assai più preoccupanti di quelle che abbiamo vissuto nel 2017".

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Torino, 16 gennaio 2017

IPLA SPA all’avanguardia per la trasparenza e la quantità di dati pubblicati e resi disponibili alla consultazione

Come ogni anno IPLA SpA (Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente) ha proceduto all’aggiornamento e alla pubblicazione di tutti i dati richiesti dalla normativa sulla trasparenza e contro la corruzione, consultabili liberamente sul sito istituzionale dell’Azienda www.ipla.org

Ad oggi tra le altre informazioni sono on-line nella sezione “Società trasparente”: la nuova versione del “Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza 2016-2018”; il “Codice di comportamento dei dipendenti”; le relazioni del “Responsabile della corruzione” e quella dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) in merito alla completezza dei dati resi disponibili; le modalità per effettuare l’accesso civico con indicazione del responsabile e l’email dedicata; i compensi annuali e rimborsi mensili dell’Amministratore Unico; le spese di rappresentanza dell’Azienda; la dichiarazione dello stato patrimoniale e dei redditi dell’A.U. e di tutti i parenti fino al secondo grado; i compensi del Direttore f.f. (non ci sono dirigenti); il costo del personale e i tassi di assenza del personale dal 2014 ad oggi suddiviso per trimestri; i contratti collettivi e l’integrativo aziendale; la tabella dei consulenti e collaboratori dal 2014 ad oggi con nome, importo, durata, oggetto e curriculum dell’assegnatario; le delibere di affidamento degli incarichi e degli acquisti; i bandi di gara attivi e la tabella riassuntiva degli affidamenti passati con cifre, periodi e aziende partecipanti e vincitrici; gli atti di concessione dell’Istituto su mandato regionale nell’ambito della valorizzazione del patrimonio tartufigeno; i bilanci annuali integrali dal 2008 ad oggi con le relazioni annuali e semestrali sull’andamento aziendale.

Dichiarazione dell’Amministratore Unico, Igor Boni:
“Dal luglio 2014, quando ho iniziato questo incarico, ho dedicato molta attenzione ai temi legati alla normativa sulla trasparenza. Le società partecipate, che per molti versi con ragione sono state additate come uno dei punti dolenti dell'Amministrazione pubblica, devono dimostrare che è possibile operare nel massimo della trasparenza e della correttezza, fornendo ai cittadini tutte le informazioni sull’andamento dell’Azienda e sulle modalità di gestione del denaro pubblico. Ciò è utile anche per evitare di fare generalizzazioni con il rischio di buttare tutto al macero. Noi vogliamo fare la nostra parte in questo senso, ponendo una attenzione sempre maggiore al rispetto rigoroso delle norme, anche se, occorre dirlo, non si può non rilevare una difficoltà nell’ottemperare a obblighi che cambiano e si modificano assai di frequente e rendono sempre più gravosa questa incombenza in termini di tempo e di denaro da investire”.

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Torino, 29 agosto 2016

IPLA: Myriophyllum aquaticum nel Po - Facciamo il punto

Necessario coinvolgere il Ministero dell’Ambiente e produrre un piano di monitoraggio, controllo ed eradicazione

In letteratura la gestione del Myriophyllum aquaticum è trattata ampiamente dal “Plant Protection Service” di Wageningen (NL) e dal “Centre for Ecology and Hydrology” di Wallingford (UK). Nell’ampio documento dedicato al tema - pubblicato nel 2011 - si esplicita che in caso di un’infestazione allo stadio iniziale occorre “rimuovere il prima possibile le piante”, sottolineando che tale procedura è “relativamente semplice”. Le medesime indicazioni sono venute dal “Gruppo di Lavoro sulle Specie esotiche della Regione Piemonte” quando il 25/7 ha invitato il Comune a procedere celermente con la “eradicazione rapida” sottolineando che “anche se si tratta di una pianta acquatica radicata sul fondo, è facilmente asportabile con una debole trazione meccanica, si deve tuttavia porre molta attenzione a non disperdere in acqua frammenti e/o parti di questa pianta in quanto le parti disperse sono in grado di generare autonomamente nuovi esemplari”.

In seguito alle segnalazioni inviate, il Comune di Torino ha opportunamente deciso di avviare un intervento preliminare di controllo della specie effettuato manualmente e tenendo in considerazione le indicazioni di massima dell'IPLA e del “Gruppo di Lavoro sulle Specie esotiche della Regione Piemonte”, evitando lo sfalcio meccanico e riducendo il rischio di dispersione delle piante a valle della zona di attuale diffusione con uso di barriere mobili. Attualmente è in corso un monitoraggio della presenza della specie sul fiume da parte di ARPA e altri enti, che tuttavia ha evidenziato la persistenza di nuclei di potenziale nuova espansione anche se, ad oggi, la sostanziale totalità delle piante che si osservano sono specie autoctone.

Ben sapendo che l'intervento effettuato non può che essere considerato preliminare, ora occorre coinvolgere il Ministero dell’Ambiente allo scopo di segnalare a livello nazionale e sopranazionale l’emergenza e, soprattutto, redigere e mettere in pratica un “Piano di monitoraggio, controllo ed eradicazione” della specie, individuando modalità ottimali, seguendo le esperienze già conosciute e sapendo che l’intervento in un ecosistema come quello rappresentato dal fiume Po impone la massima attenzione per salvaguardare la biodiversità e la qualità dell’acqua che è oggi assai migliore rispetto al passato.

L’IPLA, che il 25/8 scorso ha inviato a Regione Piemonte e Comune di Torino una nota informativa sulla infestazione in atto, rinnova la piena disponibilità a fornire ai propri Enti proprietari tutto il supporto tecnico necessario, sia nella redazione del piano, che nelle fasi di intervento e monitoraggio, coordinandosi con altri Enti incaricati o preposti e nelle modalità che verranno prefigurate.

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Torino, 19 maggio 2016

IPLA: Chiuso in attivo il bilancio 2015, approvato dalla assemblea dei soci

Si è svolta oggi l’Assemblea ordinaria dei Soci nella quale l’Amministratore unico Igor Boni ha presentato il bilancio della Società - approvato dai Soci - che chiude il 2015 con circa 12.000 € di attivo. Durante l’incontro sono stati presentati gli obiettivi raggiunti durante l’anno passato e le prospettive e criticità del 2016

  • Di seguito i dati più importanti illustrati, risultato di azioni pluriennali di contenimento dei costi e rilancio della Società:ù
  • Chiusura del bilancio 2015 con un attivo di circa 12.000 €.
  • Riduzione dei costi del personale del 20%.
  • Dimezzati i costi generali e quasi dimezzato il costo degli organi di amministrazione.
  • Ridotto di oltre il 90% i rimborsi complessivi dell’organo di amministrazione.
  • Nessun utilizzo della Cassa Integrazione in deroga.
  • Riduzione dei debiti verso i fornitori e dei crediti dalla Regione.
  • Impostazione strategica di progetti internazionali.
  • Rispetto rigoroso dei tempi di consegna dei progetti e della qualità dei lavori.
  • Rispetto della normativa sulla trasparenza con pubblicazione sul sito in tempo reale di bilanci, provvedimenti, incarichi, curricula e compensi in “Società trasparente”.
  • Redazione e pubblicazione del Codice di comportamento dei dipendenti IPLA e del Piano triennale anticorruzione 2016-2018.
  • Completamento della manutenzione straordinaria degli edifici grazie all’impegno regionale. Ingresso in Istituto di cittadini e scuole per diffondere conoscenze sull’ambiente.

Dichiarazione di Igor Boni:
“Il 2015 chiude in attivo ed è una buona notizia che non era scontata. Si tratta del terzo anno consecutivo nel quale l’IPLA è di nuovo in carreggiata rispetto ai conti, dopo le gravissime difficoltà del 2011 e 2012. Ci tengo a sottolineare che il 2015 è il primo anno dove siamo di nuovo riusciti a mantenere i conti in ordine, senza l’utilizzo di ammortizzatori sociali e rispondendo con prontezza sempre maggiore a tutte le esigenze progettuali che il nostro principale committente (Regione Piemonte) ci ha sollecitato. Tutti insieme abbiamo dimostrato che è possibile gestire una Società partecipata in modo trasparente e lavorare in una Società partecipata in modo virtuoso, lasciando fuori dalla porta clientele, favori e tutto quanto ha contribuito a fare di alcune partecipate un problema da risolvere più che una risorsa. L’urgenza attuale è individuare un nuovo progetto di riforma strutturale da realizzare, per dare stabilità a una situazione ancora precaria, dopo che purtroppo si è arenata l’ipotesi di costituzione dell’Agenzia Foreste e Territorio che avrebbe dovuto mettere insieme IPLA con operai e impiegati forestali e alcuni dipendenti regionali”.

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Torino, 04 febbraio 2016

IPLA: i suoli piemontesi non sono mai stati cosi' secchi in inverno da 10 anni

Riduzione della disponibilità del 70% rispetto agli ultimi anni.

Dall'osservazione dei dati della rete di monitoraggio dei suoli regionali che gestisce l'Istituto Piante da Legno e Ambiente si evince che nell'inverno 2015-2016 (mesi di dicembre-gennaio) i suoli del Piemonte hanno il più basso contenuto di umidità degli ultimi 10 anni, da quando IPLA ha installato le prime centraline di rilevamento che misurano, a differenti profondità, umidità e temperature dei suoli. La riduzione rispetto agli anni passati è di circa il 70%.

Dichiarazione di Igor Boni (Amministratore Unico dell'Istituto):
"Il suolo è come un enorme contenitore d'acqua. Durante le fasi piovose si riempie ed è capace nei periodi di siccità di cedere gradualmente l'acqua alle radici delle piante. Oggi, dai dati che osserviamo, il contenitore suolo è quasi vuoto ed è un evento assolutamente eccezionale per la stagione, dato che valori come quelli rilevati in queste settimane sono tipici dei mesi estivi. Se nei prossimi giorni, prima della ripresa vegetativa, vi fossero abbondanti precipitazioni, tali da colmare questa differenza allora i rischi per le colture saranno ridotte anche se, di tutta evidenza, sono assai carenti le riserve idriche in montagna. Se invece le precipitazioni dovessero essere scarse andremmo incontro a un periodo molto difficile in termini di disponibilità d'acqua già a partire di primi mesi primaverili".

Fabio Petrella, referente scientifico dell'IPLA sui suoli ha aggiunto:
"In termini di percentuale, confrontando i mesi invernali attuali con quelli degli anni passati, possiamo affermare che il contenitore suolo era completamente pieno dal 2008 al 2011, pieno al 70-80% dal 2012 al 2015 e pieno solo per il 30-40% in questi ultimi giorni (riduzione del 70% rispetto al passato). Anche le temperature medie invernali del suolo misurate con i sensori in profondità, che variavano tra gli 0° e i 5° dal 2008 al 2013, sono variabili in questi ultimi due inverni dai 2° ai 7°. Due gradi in media di differenza nel suolo sono molto più impattanti di due gradi di differenza nell'aria; si tratta di differenze notevoli che aumentano l'evapotraspirazione e favoriscono lo svuotamento del contenitore".

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Torino, 28 gennaio 2016

Piemonte, polo di eccellenza nell’allevamento degli insetti. Venerdi 29 conferenza stampa con l’Assessore Giorgio Ferrero per presentare i risultati del “Progetto BOMB-HI”

In Piemonte ci sono tutte le condizioni necessarie per avviare iniziative imprenditoriali nella filiera dell’allevamento degli insetti, possibilità di evoluzione biotecnologica particolarmente interessante per le imprese del settore agricolo, tessile e agroindustriale. A queste conclusioni giunge lo Studio di fattibilità Bomb-Hi, che sarà presentato venerdì 29 gennaio, alle ore 12, presso l’Assessorato all’Agricoltura, Sala B al secondo piano in C.so Stati Uniti 21 a Torino. All’evento sarà presente l’Assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero.

L’allevamento di insetti da destinare alla produzione di farine proteiche per i mangimi zootecnici, di prodotti derivati ad alto valore aggiunto e di fertilizzanti, è una realtà che ha iniziato a svilupparsi da alcuni anni in Europa. Nei paesi extra europei, l’allevamento degli insetti quali Food e Feed è già attuata anche a livelli semi-industriali. II nuovo regolamento sui cosiddetti “Novel foods” e la recente posizione dell’Agenzia Europea per la sicurezza alimentare, aprono la strada per la produzione di nuove fonti proteiche mediante l’impiego alimentare di insetti e di larve.

Il Progetto Bomb-Hi, presentato dal Polo regionale di Innovazione ENERMHY Energie rinnovabili e mini-hydro con il Polo di Innovazione per il Tessile – PO.INT.TEX, patrocinato dalla FAO e cofinanziato dalla Regione Piemonte, ha analizzato le condizioni tecnologiche, di processo e di mercato necessarie per realizzare in Piemonte allevamenti di insetti per finalità alimentari, ambientali e nuove opportunità occupazionali, definendone il modello industriale e i limiti di sostenibilità economica e strutturale. Lo studio è stato condotto da un raggruppamento di imprese e centri di ricerca con la collaborazione dell’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente IPLA SpA, della Regione Piemonte:

  • Agenzia territoriale Langhe Monferrato Roero (La.Mo.Ro.) – Capofila;
  • Agrocompany S.r.l.;
  • Nuova Cosmatex S.r.l.;
  • Dipartimento delle Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università degli Studi di Torino;
  • Istituto per lo Studio delle Macromolecole del CNR-ISMAC. Biella.

Sono state approfondite criticità  e opportunità connessi all’allevamento di due specie di insetti:

  • Hermetia Illucens (conosciuta anche come Mosca soldato o Black Soldier Fly)
  • Bombyx mori, il noto Baco da Seta, in passato eccellenza dell’industria tessile piemontese.

Durante la conferenza stampa verranno mostrate alcune specie di larve allevate e le mosche utilizzate per la produzione delle larve. Verranno inoltre presentati i risultati che confermano la validità tecnica ed economica delle ipotesi rispetto alla valorizzazione sostenibile di oltre 6 milioni di tonnellate all’anno di scarti alimentari e residui vegetali, all’innovazione e al rilancio della gelsi-bachicoltura sul territorio regionale.

 

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Torino, 16 dicembre 2015

IPLA: nel collegato alla finanziaria 2015 un passo avanti concreto verso la costituzione dell’Agenzia Foreste e Territorio

La Legge 143/2015 “Disposizioni collegate alla manovra finanziaria per l’anno 2015” approvata ieri dal Consiglio regionale del Piemonte dà il via libera all’istituzione dell’Agenzia foreste e territorio della Regione Piemonte, nella quale confluiranno i dipendenti dell’IPLA (Istituto delle piante da legno per l’ambiente), gli addetti alle sistemazioni idraulico-forestali (operai e impiegati) e alcuni dipendenti regionali. Ciascuno passerà nella nuova struttura con il proprio contratto di provenienza.

Dichiarazione di Igor Boni (Amministratore Unico di IPLA SpA): “L’approvazione della legge 143/2015 rappresenta un importante passo avanti nella direzione che auspichiamo da tempo. La nuova struttura che nascerà, dovrà mantenere e rendere sinergiche le competenze che derivano dall’esperienza ultra-trentennale dell’IPLA e le capacità operative delle squadre forestali regionali, con auspicabili benefici per la protezione del territorio e per la filiera del legno.
Il piano industriale prevede la riduzione dei costi complessivi, grazie al miglioramento dell’efficienza ed alla maggiore capacità di accedere ai finanziamenti europei.
Speriamo che questo processo si concretizzi il prima possibile per dare finalmente inizio ad un nuovo corso che dovrà anche fungere da volano economico per i territori rurali, collinari e montani”.

Torino, 16 dicembre 2015

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Torino, 10 dicembre 2015

Castagno, un masterplan per il rilancio della filiera. La presentazione venerdi 11 dicembre in Consiglio Regionale

Promosso da Disafa dell’Università di Torino, Centro di Castanicoltura, IPLA e Uncem. Alle 14,30 in Sala Viglione (via Alfieri 15) a Torino, incontro con gli assessori regionali Valmaggia e Ferrero

A partire dal Ventesimo secolo la storia del castagno è stata segnata da successi, abbandoni, fasi di declino e tentativi di recupero e valorizzazione, in stretta relazione con gli avvenimenti che hanno caratterizzato l'evoluzione culturale, sociale ed economica nella montagna italiana negli ultimi cento anni. Eppure, nell’ultimo decennio, un attento lavoro svolto dal Centro di Castanicoltura voluto dalla Regione Piemonte, con Enti locali (Città del Castagno e Comunità montane in particolare), Ipla e Università di Torino, ha dato risposte positive per il rilancio di 200mila ettari di castagneti. Uno straordinario simbolo della biodiversità italiana e alpina. Lotta biologica ai parassiti, costituzione di un arboreto, fornitura di vivai, formazione dei tecnici, divulgazione scientifica. Azioni fondamentali curate dall’Università con il Disafa e Ipla in particolare, per ridare vita a una porzione importante del patrimonio forestale. “Un'azione di rilancio complessiva dell’intero comparto della castanicoltura è ormai ineludibile affinché estese aree castanicole del Piemonte vengano presto sottratte all'abbandono, il cui protrarsi potrebbe avere conseguenze imprevedibili anche sulla stabilità dei versanti e, di conseguenza, sull'assetto idrogeologico”, spiegano Gabriele Loris Beccaro, docente universitario del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, e Igor Boni, Amministratore dell’Ipla. Non solo abbandono: il grande lavoro fatto dal Centro di Castanicoltura è di trampolino per nuove azioni condivise con la Regione, in particolare con gli Assessorati alla Montagna e all’Agricoltura. “La filiera del castagno è determinante per le Alpi e per tutta la montagna italiana – spiega Lido Riba – Non esistono altre filiere così complete e ricche. Il Piemonte ha già fatto grandi passi in avanti dopo decenni di abbandono. Dobbiamo fare di più e dobbiamo aumentare gli sforzi, l’impegno, usare bene le risorse europee possibili, lavorare con le Unioni montane”. “Castagno, simbolo vivente della biodiversità italiana. Ma spesso non siamo capaci di difenderla e di valorizzarla”, scriveva il 24 ottobre 2014 Paolo Peirone sulla Stampa.

Serve un globale progetto di rilancio che possa guidare il Piemonte nella crescita della filiera, dal frutto al legno. Proprio come avvenuto in passato per la vite, per il nocciolo. Su queste specie si sono costruite due delle più importanti filiere economiche – legate all’agroalimentare d’eccellenza – del Piemonte. Così deve essere per il castagno oggi. Il rilancio tocca l’intera filiera, con un grande lavoro che dovranno fare le Unioni montane di Comuni sul loro territorio, con il Centro di Castanicoltura, l’Università, l’Ipla. Le azioni sono molteplici: sviluppo di nuovi prodotti con legno di castagno, miglioramento della produzione, trasformazione e commercializzazione del frutto, creazione di marchi di qualità legati al territorio di provenienza per il frutto, il legno e gli altri prodotti non legnosi, gestione forestale attiva e certificazione, formazione, diffusione e comunicazione, ai tecnici, agli Amministratori, ai cittadini. Questi i principali punti del Masterplan Castagno Piemonte che verrà presentato venerdì 11 dicembre a Torino, nella Sala Viglione del Consiglio regionale (incontro aperto al pubblico, registrazione sul sito internet www.uncem.piemonte.it, nella sezione Appuntamenti) in via Alfieri 15, dalle ore 14,30. Saranno presenti gli assessori regionali all’Agricoltura Giorgio Ferrero e alla Montagna Alberto Valmaggia. Il Masterplan verrà presentato, a più voci, da Lido Riba e Marco Bussone, presidente e vice dell’Uncem, da Gabriele L. Beccaro, Alberto Alma, Paolo Gonthier del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, da Igor Boni e Mario Palenzona dell’Istituto per le Piante dal legno e l’Ambiente. Da Mario Perosino e Marco Corgnati, funzionari del settore Agricoltura e Foreste della Regione, l’illustrazione delle misure del Psr 2014-2020 alle quali è possibili attingere per far crescere la filiera. Invitati tutti i Consiglieri regionali; hanno già confermato la presenza Antonio Ferrentino ed Elvio Rostagno.

Torino, 10 dicembre 2015

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Torino, 04 dicembre 2015

WORLD SOIL DAY 2015 - COP21 DI PARIGI
I SUOLI DIVENGANO CHIAVE PER CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI

All’IPLA di Torino - in contemporanea con la conferenza sul clima di Parigi - una giornata di studio con esperti nazionali e internazionali sulla protezione dei suoli

Il 4 dicembre, in occasione del World Soil Day 2015, IPLA, in collaborazione con la Regione Piemonte e la Federazione Interregionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali del Piemonte e Valle d’Aosta, organizza una giornata dedicata alla gestione sostenibile dei suoli. L’evento si svolgerà presso la sede dell’IPLA in C.so Casale 476 a partire dalle ore 10.
L’importanza del suolo per il futuro del pianeta è evidenziata dalla dichiarazione, da parte delle Nazioni Unite, dell’Anno Mondiale del Suolo 2015, intesa come piattaforma per accrescere la consapevolezza del ruolo cruciale del suolo nella mitigazione dei cambiamenti climatici, nella sicurezza alimentare e nelle funzioni ecosistemiche essenziali.
La giornata sarà articolata in una prima parte con relazioni su temi generali e una seconda parte con una tavola rotonda dal titolo ”Suolo, impatto antropico e sostenibilità ambientale” nella quale interverranno l’On. Enrico Borghi (Commissione Ambiente Camera dei Deputati), l’Assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero, la Presidente della Commissione Ambiente del Piemonte Silvana Accossato e i principali esponenti delle Associazioni agricole di categoria.

Dichiarazione di Fabio Petrella (esperto IPLA sul monitoraggio del contenuto di carbonio nei suoli)
“I suoli hanno un ruolo chiave nelle azioni di contrasto al cambiamento climatico per la loro enorme capacità di assorbimento e fissazione del carbonio, la quale comporta una riduzione dell’anidride carbonica atmosferica che è il principale gas climalterante. In Piemonte i suoli ad oggi contengono 280 milioni di tonnellate di carbonio, più di quanto contengano tutte le foreste regionali. Modificazioni nelle pratiche di gestione in agricoltura, che hanno nel tempo prodotto un grave depauperamento di carbonio, potrebbero consentire in alcuni anni di incrementare notevolmente tale contenuto fino a xxx tonnellate, soprattutto in pianura e collina, con un contributo concreto e tangibile nella lotta al cambiamento climatico di cui si sta parlando alla conferenza di Parigi.

Riccardo Valentini, componente del Comitato per i mutamenti climatici, che ha ricevuto il Premio Nobel per la pace, per le sue ricerche in campo ambientale nel 2007, insieme all’ex vicepresidente americano Al Gore e che ha collaborato con IPLA negli ultimi anni, ha scritto tra l’altro nel suo ultimo documento portato a Parigi:
“L’attuale sistema di contabilizzazione delle attività agro-forestali, secondo il protocollo di Kyoto, si basa sull’attribuzione delle emissioni ad attività specifiche secondo l’uso del suolo. Ad esempio le emissioni delle foreste sono conteggiate soltanto per quanto riguarda quelle gestite dall’uomo ma non possono essere conteggiate, anche per un loro uso di riduzione di emissione, le aree naturali o le infrastrutture verdi. Allo stesso tempo non sono considerati i pascoli naturali, le zone umide, ovvero gli elementi del paesaggio naturale. Sarebbe utile introdurre il concetto di contabilità di paesaggio; questo renderebbe l’accounting più realistico e rigorosamente valido. Le aree naturali potrebbero essere utilizzate per compensare le emissioni delle attività antropogeniche; un parco urbano potrebbe compensare in parte le emissioni automobilistiche, una forestazione in azienda agricola le emissioni delle produzioni zootecniche. Il valore del capitale naturale potrebbe essere valorizzato e quantificato al fine di una sua espansione o conservazione”.

Torino, 4 dicembre 2015

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Torino, 02 ottobre 2015

SABATO 3 OTTOBRE: IPLA A CAVALLO!
L’ISTITUTO PIANTE DA LEGNO E AMBIENTE DI TORINO APRE I PROPRI CANCELLI ALLA CITTADINANZA

Si svolgerà sabato 3 ottobre, dalle 10 alle 17, presso la sede dell’Istituto Piante da Legno e Ambiente in C.so Casale 476 a Torino l’iniziativa “IPLA A CAVALLO!”. Tutti i cittadini potranno entrare nei 30 ettari della tenuta, sede dell’Istituto, per vedere di persona le molte attività in ambito ambientale che l’IPLA svolge da oltre 35 anni al servizio del territorio.
L’evento ha avuto il patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Torino e della Circoscrizione 7.
Ad accogliere i visitatori ci saranno i Cavalieri del Pellice e le carrozze che i più piccoli potranno utilizzare per visitare l’Azienda.

L’open day sarà un’occasione importante per far conoscere ai cittadini piemontesi alcune attività di campo tra cui i rilievi forestali e dei suoli, gli studi entomologici, la gestione del patrimonio forestale, naturalistico e paesaggistico; attività che sono sconosciute ai più ma che costituiscono gli obbiettivi di un Istituto che opera fin dalla sua nascita alla costruzione di una politica ambientale e territoriale regionale al passo con i tempi.

La giornata si svolgerà nella Tenuta regionale Millerose, all’interno dello splendido scenario del Parco della Collina di Superga, dove il pubblico potrà assistere ed essere coinvolto in prima persona ad alcune dimostrazioni pratiche, tra cui la cerca del tartufo, le trivellate pedologiche, la corretta lettura di carte escursionistiche, le attività dei boscaioli e dei tree-climbers, la spiegazione dei metodi di monitoraggio e di lotta alle zanzare.

L’obbiettivo della giornata è aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle potenzialità dei nostri boschi, sulle energie rinnovabili, sul consumo di suolo, sulla tutela ambientale e sulla corretta gestione dei rifiuti.

Poiché le attività si svolgeranno per lo più all'aperto, in caso di maltempo alcune di esse potrebbero non tenersi. Per il programma dettagliato delle iniziative e per tutte le informazioni utili potete visitare la pagina dedicata

Torino, 2 ottobre 2015

COMUNICATO STAMPA

Torino, 03 febbraio 2015

REGIONE PIEMONTE - IPLA: DOMANI A TORINO PRESENTAZIONE DELLE NUOVE "GUIDE SELVICOLTURALI"

Domani, 4 febbraio 2015, dalle 09,30 alle 12,30, si svolgerà a Torino presso il Centro Incontri della Regione Piemonte in Corso Stati Uniti 23, la presentazione delle nuove guide selvicolturali e delle pubblicazioni forestali realizzate dalla Regione. L'incontro sarà anche un momento per fare il punto della situazione sull'attività di informazione tecnica e professionale in campo forestale messa in atto della Regione.

L'Istituto Piante da Legno e Ambiente (IPLA SpA) ha realizzato gran parte del lavoro; nell'ambito del convegno alcuni tecnici dell'Istituto con i funzionari regionali del Settore Foreste, illustreranno i lavori effettuati e le pubblicazioni predisposte.

Dichiarazione di Igor Boni (Amministratore Unico di IPLA) "Si tratta di una giornata molto importante nella quale le nostre competenze verranno messe al servizio degli operatori del settore e dei cittadini. Con le nuove guide selvicolturali si vogliono trasferire in maniera semplificata e facilmente comprensibile tutte le conoscenze ad oggi disponibili per una gestione sostenibile dei boschi, a seconda delle loro tipologie e del tipo di utilizzo. L'obiettivo è quello di valorizzare il 40% del territorio piemontese, oggi troppo spesso abbandonato, tenendo presente che le funzioni produttiva, protettiva e ricreativa delle foreste sono un pezzo importante del nostro patrimonio regionale. Quando parliamo di territori rurali e montani non possiamo prescindere dai nostri boschi. La conservazione della biodiversità, la riduzione del dissesto idrogeologico possono e devono convivere con utilizzazioni razionali e sostenibili, finalizzate alla produzione di legname da opera o di energia e calore. Questo è quello che vogliamo contribuire a fare, anche grazie all'attività di informazione e formazione di chi opera in bosco e alla diffusione delle conoscenze sulla meccanizzazione e tecnologia disponibili in ambito forestale".

Di seguito il programma in dettaglio:

  • 9,30 - Registrazione e distribuzione del materiale informativo
  • 9,50 - Saluti della Regione e introduzione dei lavori
  • 10,00 - L'attività di informazione tecnica e professionale in campo forestale
    V. Motta Fre, Settore Foreste, Regione Piemonte
  • 10.15 - Il nuovo sito Foreste
    M. Pignochino - Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente
  • 10.30 - Le guide selvicolturali: il ceduo, la fustaia, il governo misto, le specie esotiche e i boschi ripari
    P.G. Terzuolo e A. Canavesio - Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente
  • 10.45 - Meccanizzazione e tecnologia in ambito forestale: il calendario 2015, le schede informative sui rischi delle attività forestali e i filmati didattici di abbattimento
    P. Brenta - Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente
  • 11.00 - Il faggio - Conoscenze e indirizzi per la gestione sostenibile in Piemonte
    P. Ebone e P. Brenta - Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente
  • 11.15 - La collana di selvicoltura in versione digitale
    L. Camoriano, Settore Foreste, Regione Piemonte
  • 11.30 - Chiusura dei lavori e spazio per eventuali domande 

COMUNICATO STAMPA

Torino, 20 gennaio 2015

IPLA: AGENZIA PER LE FORESTE E IL TERRITORIO APPROVATA OGGI E' OCCASIONE DA NON PERDERE

E' stato approvato oggi un emendamento a prima firma del Consigliere Marco Grimaldi che impegna la Giunta regionale, entro giugno, a costituire l'Agenzia per le Foreste e il Territorio della Regione Piemonte riunendo in un'unica struttura operai e impiegati forestali con i dipendenti di IPLA SpA.

Dichiarazione di Igor Boni (Amministratore Unico di IPLA SpA):
"La riforma impostata oggi è un'occasione storica per la nostra Regione che dobbiamo saper cogliere, ciascuno per le sue responsabilità. Mettere insieme le competenze del nostro Istituto con operai e impiegati forestali in un'unica struttura consentirà di ottimizzare il lavoro e di risparmiare denaro pubblico che in questo periodo rappresenta un'esigenza imprescindibile.
L'alimentazione della filiera forestale, la valorizzazione dei territori rurali e del legno piemontese e il supporto ai comuni nella gestione delle proprie aree forestali sono alcune delle finalità che dovrebbero essere al centro dei compiti dell'Agenzia. La nuova struttura può e deve essere volano di un'economia forestale che deve vedere come protagonisti le imprese private e i professionisti di settore e al contempo occorre individuare il migliore assetto societario per garantire la possibilità per accedere a risorse esterne dalla Regione, a partire dai fondi europei.
Lo si dice ad ogni occasione che green-economy, tutela delle risorse naturali e turismo enogastronomico sono aspetti sui quali puntare per il rilancio del Piemonte; sono convinto che su questi temi, come su altri aspetti legati all'ambiente e alla pianificazione territoriale, questa riforma produrrà i risultati sperati. Per quanto ci riguarda garantiremo il massimo della collaborazione e dell'impegno per raggiungere rapidamente l'obiettivo".

COMUNICATO STAMPA

Torino, 26 novembre 2014

CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO IPLA PROPONE PIANO STRAORDINARIO PER UNA GESTIONE RAZIONALE DI VERSANTI E FASCE FLUVIALI MONTANE

Dichiarazione di Igor Boni (Amministratore Unico di IPLA SpA):
“Dopo giorni nei quali è tornata di drammatica attualità la vulnerabilità idrogeologica del territorio, l'Istituto Piante da Legno e Ambiente vuole sottolineare che le competenze ed esperienze tecnico-scientifiche maturate in decenni di attività, in particolare sul tema della funzione protettiva dei boschi, sono a disposizione della Regione Piemonte e dei suoi cittadini. Nel momento in cui l'ennesima emergenza sposta l'attenzione, ancora una volta, sulle ‘opere’ da elevare e rinforzare per proteggere beni e vite umane (certamente utili in alcuni casi), non si devono perdere di vista obiettivi generali di riequilibrio complessivo dei bacini montani e delle fasce fluviali, che soli permettono di ottenere risultati nella prevenzione e mitigazione dei fenomeni sul lungo periodo. E’ auspicabile per questo un ‘Piano straordinario contro il dissesto idrogeologico’ che individui le priorità e parta da una visione integrata del territorio attraverso una gestione equilibrata delle componenti antropiche (insediamenti, opere, infrastrutture) e naturali (suoli e foreste). Un'azione costante e mirata migliora l'efficacia e riduce il ricorso a interventi in emergenza, dettati spesso dell'emotività del momento, che comportano di frequente ulteriori aggravi per le casse delle amministrazioni pubbliche senza alcuna certezza del risultato.
L’IPLA sta lavorando da anni per una corretta ed equilibrata pianificazione della vegetazione nelle fasce fluviali e, nell'ottica dell'auspicata integrazione con le altre componenti del sistema forestale regionale, potrebbe in futuro anche realizzare direttamente interventi utili a rinforzare la capacità preventiva e protettiva della copertura forestale.”