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Con l'affermarsi di una impostazione
selvicolturale basata sulla conoscenza delle tendenze dinamiche naturali
dei boschi e il parallelo consolidarsi della pianificazione forestale polifunzionale,
è diventata sempre più sentita la necessità di avere
a disposizione idonei metodi di inquadramento della vegetazione forestale
per fondare su presupposti ecologici la gestione del bosco.
Ciò modifica gli approcci tradizionali che portavano il selvicoltore
a considerare ogni complesso boscato a se stante ed a descriverlo su basi
fisionomiche, senza particolari attenzioni alla sua ecologia e posizione
nel ciclo evoluivo, quindi senza possibilità di confrontarlo con
boschi affini.
Un approccio razionale ed organico a tali nuove esigenze è giunta
dalla classificazione delle superfici forestali secondo i Tipi forestali,
con l'obiettivo di fornire una conoscenza più approfondita della
fitocenosi, di agevole impiego da parte del forestale, che permetta di correlare
gli aspetti vegetazionali con quelli stazionali, per la definizione delle
destinazioni e dei interventi selvicolturali più appropriati.
Questo approccio è stato messo a punto e adottato dall'IPLA fin dal
principio degli anni '90. Su tale base i boschi vennero suddivisi in unità
principali (Tipo forestale) distinti su base floristica, ecologica, dinamica
e selvicolturale; i Tipi forestali sono raggruppati in unità gerarchiche
superiori (Categoria forestale), individuate su base fisionomica (Faggete,
Castagneti, Abetine, ecc.), ovvero in unità inferiori (sottotipi
e varianti), in funzione della variabilità stazionale o di composizione
specifica di specie arboree o arbustive
Ogni unità gerarchica è individuata da un codice univoco di
cinque caratteri che, a titolo di esempio, è strutturato e va interpretato
come segue: AB51B - Abetina (AB - Categoria) endalpica (5 - Tipo forestale)
sottotipo inferiore (1) variante con larice (B).
Questa strutturazione ha permesso l'utilizzo dei Tipi forestali nei rilievi
inventariali e della definizione delle Carte forestali per l'intero territorio
regionale, nonché la realizzazione di elaborazioni inventariali e
con sistemi informativi territoriali (GIS).
in particolare l'attività si articola nelle seguenti aree:
- Strutturazione di Tipologie forestali a livello regionale e subregionale.
- Definizione di Carte forestali per i Piani Forestali di Aree protette
e Territoriali
- Definizione delle correlazioni con le codifiche CORINE Biotopes e
NATURA 2000, nell'ambito della definizione di linee guida per la gestione
dei Siti della Rete Natura 2000.
- Definizione dei Tipi stazionali, quale modalità di classificazione
dei soprassuoli forestali nell'ambito della pianificazione aziendale.
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